#iorestoacasa #caniacasa – da noia a burnout relazionale

#iorestoacasa #caniacasa – da noia a burnout relazionale

#caniacasa da noia a burnout relazionale

In questi giorni osservo la velocità con cui da tante parti arrivano proposte di attività, nuove idee di gioco, suggerimenti per star bene, per non restare sospesi ma cogliere l’attimo, vivere nuove esperienze, rivivere spazi che solitamente sono trascurati, o a volte dimenticati. E dall’altra, quante famiglie accolgono, adattano l’idea e la ripropongono ampliata ed arricchita. Mi piace!

Mi è così tornato alla mente un articolo del 2005, che parla di paure, di relazione, e di stati d’animo. In questo studio viene valutata la risposta di stress in presenza di un temporale in cani ansiosi, in funzione della relazione con il proprietario. Tra i vari aspetti, emerge che l’umore dei proprietari (ad es. depressione, piuttosto che rabbia) ha influenzato la loro risposta comportamentale verso i propri cani e il livello di stress che questi hanno raggiunto.

E quindi? Quindi riuscire a stemperare le nostre preoccupazioni, trasformarle in coinvolgimento e in proposte di spensieratezza condivisa, porta con sé qualcosa di magico.

Ma anche qualcosa di completamente differente dal solito.

Facciamo un passo indietro, a un mese fa. Com’era la nostra vita, e quella dei nostri cani? Avevamo una ritmicità, momenti pieni di interazioni e relazioni, e momenti di pausa, di semplice vuoto, senza stimoli se non quelli che provenivano dai nostri bisogni (ok, qualche volta questi mancavano, e li cercavamo, per staccare un po!). Ora ci capita di arrivare a sera con la sensazione di non aver combinato poi molto, ma sentendoci saturi. Di desiderare un momento per noi, tutto e solo per noi. O viceversa, per chi non ha la fortuna di avere i propri cari intorno, di desiderare la pienezza di semplici momenti condivisi, senza particolare concitazione, scopo, organizzazione.

Essere a casa, in un maggior contatto sociale con i nostri pets ha sicuramente effetti benefici reciproci, per noi e per loro. Ma essere sempre in contatto, in continuo coinvolgimento reciproco, può essere fonte di stress, fino al burnout relazionale*. E uno dei fattori di prevenzione è proprio concedere a sé stessi il permesso di non essere interessati. E, aggiungerei, concederlo ai nostri amici anima-li.

Come possiamo aiutarli?

  • Diamoci una routine. Individuiamo dei momenti della giornata in cui fare attività, in cui uscire per la (breve) passeggiata, e momenti in cui darci una pausa, esplicitando a noi stessi e a loro “adesso si riposa”, perché non siano giornate senza tempo.
  • Proteggiamo la privacy. Cerchiamo di garantire al nostro cane uno spazio in cui potersi isolare, se ne sente il bisogno, che noi stessi riconosciamo come sicuro e protetto, così da non dover verificare dov’è e cosa fa.
  • Guidiamo la relazione tra cani e bambini, consapevoli che è un momento di compressione per tutti. E’ importante ’intensità e le aspettative che vengono riversate nei momenti di gioco siano adattati alle abilità e competenze del nostro compagno. Così facendo, ogni giorno faremo un passo in più, e qualche giorno una pausa!
  • Teniamo uno sguardo a com’eravamo e come saremo. Dopo questo periodo di costante compresenza, torneremo ad avere ritmi più intensi. Riconoscere quali sono le cose più nutrienti nella nostra diade, ci aiuterà a mantenerle anche fuori dalla quarantena.
  • Giochiamo e coccoliamoci. Condividere momenti spensierati e affettuosi, nel rispetto delle caratteristiche di ognuno, fa del bene a noi e a loro!

Nel frattempo ci sono strumenti che possono venirci in aiuto, dalla floriterapia, alla nutrizione, dalla nutraceutica al massaggio. Benessere fisico ed emozionale si supportano vicendevolmente, in uno star bene che è fonte di energia e accrescimento personale, o in una parola, resilienza.

E buon gioco a tutti!

La crisi è un cambiamento che pretende di accadere.

*Il termine “burnout” significa stanchezza, diminuzione della motivazione e perdita di interesse per qualcosa che in precedenza ci ha coinvolto. Se ne parla spesso in merito agli ambienti di lavoro, ma il burnout può facilmente accadere anche nella vita amorosa, e spesso per le stesse ragioni per cui accade nella vita lavorativa. Il burnout di solito si verifica quando si inizia a sentire che si sta lavorando troppo per i risultati che poi vengono prodotti, e non si riesce più a mettersi in gioco.

E per chi desiderasse leggere gli abstract degli articoli, eccovi i link

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0168159105001152#aep-keywords-id7

https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.2752/175303712X13316289505468?src=recsys

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